domenica, gennaio 25, 2009

A Sandro


Non so come abbiamo fatto, in Italia, a passare da essere rappresentati da un uomo cosi':

"Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. [...]" (da un'Intervista - Centro Espositivo Sandro Pertini[3])

a quello che c'e' oggi in giro.

Antonio Ghirelli, capo ufficio stampa del Presidente Pertini dal 1978 al 1980, lo ricorda anche cosi':
"Ricordo quando col Presidente andammo ai funerali di Guido Rossa, erano i mesi più brutti degli anni di Piombo. Terminati i funerali volle incontrare gli operai della FIOM (il sindacato di Guido Rossa), che allora era il più estremista, cercai di persuaderlo ma come sempre fu inutile. Andammo in un capannone alla periferia di Genova c'erano non meno di 300 operai, lui esordì così "Io oggi non sono qua come Presidente della Repubblica, ma come il compagno Sandro Pertini, io le Brigate Rosse le ho viste in faccia durante la Resistenza, quelle erano le vere Brigate Rosse! quelli di oggi sono solo dei codardi! ricordatevelo!" appena finì venne sommerso dagli appalusi."

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